Un tempo si chiamava semplicemente discesa in neve fresca, o
fuoripista. Oggi ha un nome vero e proprio: Free Ride ed è da qualche tempo uno delle varianti più amate dai frequentatori
di montagna e sci.
A dire la verità il brivido di paesaggi e discese vergini rispetto
alle piste battute e più popolate da
sempre ha affascinato e attratto moltissimi sciatori. Il fenomeno però non è
mai diventato di massa per due motivi principali: il grado di capacità tecnica
che spesso il fuoripista richiedeva e la
pericolosità di avventurarsi in percorsi non battuti e meno controllati.
Il Freeride è la soluzione a entrambi i problemi. Prima di tutto i free rider di oggi non devono essere necessariamente dei super esperti. Possono inaftti godere di sci appositamente realizzati per questa specialità: si chiamano Twin Tip. Sono provvisti di punta e coda rialzate e
addirittura più larghi (fat ski) rispetto a uno sci tradizionale e facilitano di parecchio il galleggiamento su manto nevoso molto soffice.
In secondo luogo, molte località hanno capito che il bacino
dei Free rider era da tempo in continuo aumento e hanno deciso di attrezzare le loro
stazioni e consigliare percorsi appositi. Uno tra i vari impianti che offrono possibilità di percorsi
freeriding è il Col Margherità Free Ride Park nel territorio della Val
di Fassa.
Il Freeride Park parte dalla
stazione di arrivo della funivia del Col Margherita a quota 2513 m e corre
lungo un ripido pendio fino a giungere a quota 1918 m; la discesa è consentita
solo dopo la ricognizione ad opera del personale specializzato e deve essere
attentamente studiata in caso di avverse condizioni atmosferiche; La parte
iniziale del tracciato del Freeride Park corre su un pendio sgombero da alberi
ed è perciò ideale per gli amanti delle ampie curve in neve fresca; quando il
pendio si fa più dolce inizia un boschetto che permette di usufruire di
innumerevoli traiettorie.
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